LE RIFLESSIONI DI ALDO MEA, GIORNALISTA E UOMO DI SPORTInserito da Il Mio Gallipoli il 21-08-2010 alle ore 14:42
La storia del calcio insegna che il destino a volte si costruisce e a volte si è costretti ad accettarlo. Gallipoli è costretta oggi ad accettare un tradimento che non meritava, troppo illogico e irrazionale per come è maturato, troppo devastante e umiliante per come si è consumato.
Un anno di menzogne e di bugie che ha spazzato via quasi tutto. Quel poco che è rimasto infatti non poteva portarselo via nessuno, né presidenti illusionisti o direttori generali di mestiere, né direttori sportivi di frontiera: perchè l’istinto d’amore per la propria terra, la forza dell’orgoglio per i propri colori, la potenza della passionalità per il proprio simbolo sono radici che nessuno può strappare. I forestieri partono, i sentimenti restano dove sono nati e lì continuano a germogliare. Gallipoli oggi rinasce dalla radice di questi valori, che nemmeno una caduta in Promozione può espiantare.
Certo, ci vuole coraggio. Eppure anche questo piccolo miracolo è accaduto. Perché quando non c’è più la tasca faraonica a servire il piatto del successo serve la coesione tra le persone, la condivisione delle responsabilità, il coinvolgimento dell’ambiente circostante. Gallipoli c’è riuscita per merito di Attilio Caputo, la radice dei valori non è morta e si riparte da qui. La spessore morale e la competenza tecnica di Sergio Mello e Giovanni De Pasquale delineano i binari della serietà e della correttezza su cui la nuova società con Caputo presidente si muoverà. E intorno ad essi l’amore di chi ama senza finzioni e senza ipocrisie, a cominciare dal sostegno dei tifosi dirigenti. Perché a questo giro, finite le favole e le fandonie, c’è solo da dare e non da prendere.
Per questi motivi il Gallipoli 1909 rappresenta la speranza di un calcio che nasce per la gioia di fare, anzi costruire sport partendo finalmente e veramente dal settore giovanile. Tutti coinvolti, tutti dentro, tutti insieme, dove c’è davvero spazio per chi vuole aiutare.
Per la squadra senior si riparte dai campi in polvere e da avversari agguerriti, da un campionato duro comunque. Il calcio in città però è vivo e appartiene a tutti: questa è già una grandissima vittoria. Credetemi.
Aldo Mea

test di telemetria
Test telemetrici in collaborazione con UNIMED su 5 players del gallipoli